Giulia Giansiracusa

E’ una facoltà innata nella nostra specie e influenza enormemente sia la nostra vita quotidiana che le nostre relazioni, eppure se ne parla pochissimo. Ci viene in aiuto in moltissime situazioni, dal colloquio di lavoro alla pensione, dall’innamoramento alla fine di una relazione, dalle discussioni con i figli ai confronti con i genitori. Cos’è esattamente l’intelligenza narrativa, e a cosa ci serve?

Siamo esseri narrativi

L’intelligenza narrativa è  legata alla capacità, tipicamente umana, di seguire il filo di una storia così come di raccontarla.

Siamo esseri narrativi, lo siamo stati e lo saremo sempre, anche e soprattutto in quest’era dove le storie sono così digitalizzate (per saperne di più, clicca qui). Per raccontare una storia non occorrono infatti inchiostro e calamaio, né occorre stare seduti in cerchio attorno al fuoco. Se ci pensate bene, le storie sono ovunque. Cosa leggete mentre siete in autobus, sul vostro libro, sul vostro giornale o sullo schermo del vostro telefono? Cosa dite ai vostri familiari quando tornate a casa? Anche lamentarsi di com’è andata a lavoro è una storia. E cosa fate dopo? Accendete Netflix. Per fare cosa? Guardare una serie tv, cioè per seguire una storia.

Le cinque componenti dell’intelligenza narrativa

Utilizziamo la nostra intelligenza narrativa molto più spesso di quanto crediamo. Come funziona esattamente quest’abilità? Gli studi ne hanno evidenziato 5 componenti fondamentali, esaminiamoli in dettaglio.

  1. Emplotment: rilevare un conflitto.

 Quando raccontiamo una storia creiamo una trama. Creare una trama significa innanzitutto selezionare gli elementi che hanno destato il nostro interesse, quelli che riteniamo più densi di significato. Quali sono gli elementi che tendiamo a selezionare? Sono quelli che rilevano un conflitto. Pensateci: cosa sarebbero le più grandi opere letterarie se togliessimo il conflitto? Una storia è quindi un modo di rappresentare un conflitto. Rappresentare un conflitto sottoforma di storia ci aiuta a rappresentarcelo meglio dal punto di vista cognitivo ed emotivo, e questo ci aiuta a sua volta a risolverlo.

2. Characterize: comprendere le emozioni attraverso i personaggi.

Questa è forse una delle componenti che usiamo maggiormente: entrare in contatto emotivo con i personaggi di una storia ci aiuta in moltissimi ambiti della vita quotidiana. Possiamo empatizzare con i protagonisti e sentirci vicini a loro, comprendere le loro sofferenze, immedesimarci. Questo ci aiuta a fare altrettanto con gli altri (e anche con noi stessi), in svariate situazioni. Anche empatizzare con i personaggi negativi ci è di aiuto, perché impariamo a decentrare il nostro punto di vista e a comprendere chi è molto diverso da noi. Il characterize è quindi strettamente legato allo sviluppo delle nostre abilità sociali.

3. Narrate: costruire un senso

Quando raccontiamo una storia non ci limitiamo a descrivere gli eventi e il loro susseguirsi, ma raccontiamo più o meno implicitamente anche le relazioni tra gli eventi, le connessioni tra cause ed effetti. Queste connessioni possono essere reali oppure frutto di una nostra interpretazione, poco importa. Il punto è che il modo in cui concateniamo gli eventi e li mettiamo in relazione tra di loro ci aiuta a elaborarli, cioè a costruire un senso. Il modo stesso in cui raccontiamo una storia ( e il modo in cui la ascoltiamo) rappresenta il nostro tentativo di costruirne il significato, ovvero il senso che quella storia ha per noi. La storia è un prodotto della nostra ricerca di significato e allo stesso tempo un mezzo che utilizziamo per ricercare il significato di una serie di eventi.  Tale aspetto è  connesso con il bisogno di coerenza da parte del nostro cervello.

4. Genre-ate: il tono della narrazione

Quando raccontiamo una storia molto dipende dalla situazione e dal nostro interlocutore: se raccontiamo di noi stessi a un datore di lavoro, useremo un registro formale, se raccontiamo una barzelletta a un amico il tono sarà completamente diverso, così come quando raccontiamo una storia di fantasmi a nostro figlio… Insomma, ci sono tante storie e tanti “generi” narrativi. Un genere narrativo è come l’inquadratura da cui scattiamo una foto: lo stesso soggetto fotografato da inquadrature diverse può comunicare emozioni profondamente dissimili tra loro. Avere la consapevolezza di ciò quando raccontiamo una storia ci aiuta a entrare più in sintonia con i nostri interlocutori, a comprenderli meglio.

5. Thematize: i temi universali delle nostre storie

Come dicevamo prima, una storia è un modo di rappresentare un conflitto. Un conflitto tra cosa esattamente? Quasi sempre tra bene e male, tra vecchio e nuovo, tra paura e voglia di esplorare… Queste tematiche ricorrono universalmente nella storia dell’uomo e quindi, inevitabilmente, nelle storie che ci raccontiamo. Ogni storia, anche nel suo piccolo, racchiude in se significati universali e l’esserne consapevoli ci aiuta a conoscerci meglio. Chi siamo? Qual è il significato della nostra esperienza nel mondo? Siamo sempre alla ricerca di un senso e questa componente dell’intelligenza narrativa lo dimostra. Ma come ci viene in aiuto tutto ciò nella vita quotidiana? Sapere che i nostri conflitti sono universali, riconosciuti e sperimentati da tutti gli esseri umani, ci aiuta a sentirci meno soli e incompresi. Ancora una volta l’intelligenza narrativa è quindi connessa alle nostre emozioni.

Come avrai già notato, l’intelligenza narrativa e tutte le sue componenti sono strettamente connesse alla nostra sfera emotiva e alle nostre abilità sociali.

Riepilogando, l’intelligenza narrativa può aiutarci in molte situazioni della vita quotidiana:

  • Quando abbiamo bisogno di rappresentarci mentalmente un conflitto, ai fini di risolverlo
  • Nel momento in cui empatizziamo e ci immedesimiamo negli altri senza giudicarli, anche quando il loro punto di vista è molto diverso dal nostro
  • Nelle situazioni in cui dobbiamo rielaborare un’esperienza e costruire il significato che ha avuto per noi
  • Quando dobbiamo adeguare il nostro stile comunicativo all’ interlocutore e al contesto
  • Se ci sentiamo soli e incompresi e crediamo che i nostri problemi non possano essere capiti da nessun altro

Riconoscere il ruolo dell’intelligenza narrativa nella nostra vita quotidiana ci aiuta a prenderci cura di noi stessi e delle nostre relazioni: chi l’avrebbe mai detto che un semplice atto come quello di raccontare (o di ascoltare) una storia può essere tanto prezioso per il nostro benessere? 

Fonti

Bruner, J. , Life as Narrative. Social Research, An International Quarterly (2004)
Randall, W., Narrative intelligence and the novelty of our lives. Journal of Aging Studies, (1999)
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