Sabrina Lattes

Vorrei camminare lungo un incrocio di storie

rubate e donate alla vita di qualcun altro.

Vorrei sentire le tue dita allungate sulla mia tastiera,

mentre toccano lettere che, unite, mi bruciano il cuore.

 

Vorrei ascoltare i tuoi respiri pesanti,

cogliere il senso della tua fragilità,

e porre la tua mano sul mio cuore,

lontano e risuonante allo stesso tempo.

 

Vorrei sentire il tuo odore acre, o quello dolce,

di una serata raccolta in un passato da ricordare,

di un futuro da raccontare.

 

Vorrei trovare un luogo in cui esprimere tutto questo,

dove dedicare tempo all’attesa di ciò che ho vissuto,

ricordi mossi, delicati significati.

 

Posso solo specchiarmi dentro me stesso,

nel ritrovarmi negli sguardi tuoi.

Puoi solo specchiarti nel mio sguardo,

per percepire ogni piega del nostro sentire.

 

Vorrei che poi ritornassi immerso in quella trasparenza inconsistente,

che ti lasciassi guardare o non guardare da lontano.

Che ritornassi semplicemente tu,

come altro da me.

 

Che ritornassimo semplicemente noi,

inconsistenze esistenziali.

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