Giulia Giansiracusa

Se hai iniziato a seguire i contenuti di questo blog, probabilmente ti sarai già chiesto cosa si intende per Intelligenza Narrativa e cosa tutto questo abbia a che fare con la Psicologia. Parlare di Narrativa vuol dire parlare di storie, quindi – mi perdonerai il gioco di parole – qualche riga di storia è d’obbligo.

“Gli esseri umani sono collezioni di storie” (Roger Schank)

Lo studio dell’Intelligenza Narrativa, almeno agli inizi, è legato più all’Intelligenza Artificiale che alla Psicologia per così dire “umana”. Dovendo infatti costruire un dispositivo che riproducesse l’attività neurale e mentale di un cervello umano, negli anni ’60 lo studioso di I.A. Roger Schank e il suo team di ricerca di Yale si sono trovati difronte alla seguente sfida:

“Come facciamo a riprodurre l’abilità mentale, tipica dell’Uomo, di produrre e seguire una storia?”

Farsi questa domanda significava ammettere, necessariamente, che una delle caratteristiche che ci contraddistingue come esseri umani è proprio questa capacità di seguire e creare storie. E’ innegabile, fin da piccoli siamo abituati ad ascoltare storie e a un certo punto del nostro sviluppo iniziamo anche a raccontarle. Le storie sono dappertutto, il modo stesso in cui organizziamo la nostra esperienza (sia come individui che come gruppo) passa attraverso l’ascolto e la produzione di storie.

Ascoltiamo e raccontiamo storie spontaneamente. Siamo in metro a fine giornata e stiamo tornando a casa: mentre teniamo un libro in grembo, mandiamo un messaggio vocale a un amico per raccontargli un buffo aneddoto della giornata, nel frattempo gli schermi del vagone trasmettono i notiziari e il nostro vicino legge il giornale. Le storie sono ovunque.

Le creiamo e le ascoltiamo continuamente, quindi prima di chiederci cosa sia l’Intelligenza Narrativa, dovremmo chiederci: cos’è una storia?

“Ogni momento accade due volte: all’interno e all’esterno, e sono due storie diverse” (Zadie Smith)

Una storia non è altro che un modo di costruire un senso, una strategia con cui elaboriamo il significato di una determinata esperienza. Poco importa se questa esperienza sia reale o immaginata; esistono storie vere e storie inventate, siamo capaci di costruirle e di seguirle entrambe. Sappiamo farlo proprio perché il nostro cervello e la nostra mente sono per loro stessa natura ricercatori attivi di coerenza. E’ più forte di noi cercare un significato, o meglio costruirlo, formularlo in base al materiale grezzo che ci è dato dalle esperienze che viviamo, interiori ed esteriori.

 

La costruzione del significato è il processo principale dell’Intelligenza Narrativa, il filo conduttore che unisce tutte le sue componenti (ti invito a leggerle nell’infografica di fianco).

Cosa vuol dire costruire il significato?

Significa riformulare il senso che diamo alle nostre esperienze, dicendo a noi stessi più e più volte in che modo quell’esperienza ci ha cambiato. L’intelligenza narrativa ci aiuta a riformulare determinati aspetti di noi stessi: quante volte infatti, dopo aver vissuto e rielaborato determinate esperienze, ci diciamo che “non siamo più quelli di prima”?

Avere un’intelligenza narrativa ci aiuta a costruire un rapporto tra chi siamo e chi eravamo, e anche tra chi siamo e chi saremo. Mette in dialogo i nostri sé passati, presenti e futuri, proprio come se fossero individui diversi che entrano in relazione. In effetti, un altro merito dell’intelligenza narrativa è quello di favorire e sostenere le nostre capacità empatiche: quando seguiamo una storia entriamo in contatto con i suoi personaggi e i loro punti di vista, ci identifichiamo con le loro scelte e le loro emozioni e, senza rendercene conto, impariamo qualcosa di più su noi stessi. Gli aspetti di una storia che ci colpiscono maggiormente sono quelli che “risuonano” dentro di noi e ci fanno riflettere sulle nostre esperienze.

Qual è lo scopo di tutto questo rielaborare?

Tutti i popoli hanno creato nella loro storia miti e leggende, tutta l’Umanità si racconta storie da tempi lontanissimi e non ha mai smesso di farlo: perché?

Come forse avrai già intuito, la risposta a questa domanda è contenuta in una storia. Una storia che studiosi, ricercatori, narratori di tutto il mondo cercano di costruire e di raccontare, compresi noi, i Narrativi Digitali.

Se anche tu vuoi fare la tua parte, ti invitiamo a seguirci, a condividere con noi le tue storie, a unirti a noi in questa grande, collettiva rielaborazione. Il senso lo costruiremo insieme.

Fonti

Bruner, J. , Life as Narrative. Social Research, An International Quarterly (2004)
Randall, W., Narrative intelligence and the novelty of our lives. Journal of Aging Studies, (1999)
2 Comments
  1. Avatar

    Sono presidente di un’associazione di volontariato di donne operare al seno e credo che l’intelligenza narrativa potrebbe essere uno strumento di supporto

    1. Giulia Giansiracusa

      Ciao Claudia, grazie per il tuo commento. L’intelligenza narrativa e i principi della Healing Writing possono essere senz’altro applicati per supportare le pazienti nel delicato processo di ridefinizione della propria immagine corporea, e in molti altri aspetti della fase riabilitativa.

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *