Narrativi Digitali - uno sguardo attento al rapporto con la tecnologia
Rapporto con la tecnologia Narrativi Digitali

BENVENUTO

Quando si tratta del nostro rapporto con la tecnologia, spesso facciamo come Amleto, non sappiamo da che parte stare.

Ma qui è l’intoppo!

Non è necessario schierarsi da una parte o dall’altra, decidere se essere pro o contro la tecnologia, ma si può considerare questo argomento nella sua complessità.

Rapporto con la tecnologia 1

La sfida è far convivere l’entusiasmo verso la tecnologia e la consapevolezza dei suoi limiti.

E’ per questo che abbiamo fondato Narrativi Digitali, non per indurti a scegliere da che parte stare, ma per aiutarti a sfruttare al meglio le potenzialità delle tecnologie riducendo i rischi collegati al suo utilizzo.

Il nostro motto è quindi… NO AL NO ALLE TECNOLOGIE!!!

Cosa troverai qui?

Troverai articoli e risorse che ti aiuteranno a rispondere a domande come:

A cosa possono servirci le tecnologie?

Come poterle sfruttare a nostro vantaggio?

Come possiamo difenderci dai loro rischi?

Grazie a queste riflessioni, potrai comprendere meglio il tuo rapporto con la tecnologia e quindi imparare a usarla con più consapevolezza

Scoprirai che tuo figlio che vive su Instagram non è necessariamente un asociale, che i tuoi alunni che googlano ogni cosa durante il compito in classe non sono necessariamente svogliati, che la tua amica che spera di trovare l’amore su Tinder non è per forza una persona superficiale.

Chi siamo

Sabrina Lattes

Psicologa, operante a Faenza e online per la clinica e la divulgazione psicologica. Il mio interesse per le tecnologie si intreccia con la formazione specifica sull’adolescenza, la psicologia evolutiva e il sostegno genitoriale, ambiti in cui unisco tecniche di stampo cognitivo ad un approccio costruttivista. Mi occupo, inoltre, di tutoraggio didattico, formazione e progettualità scolastica, in proprio e in collaborazione con enti e associazioni.

Giulia Giansiracusa

Giulia Giansiracusa: sono una psicologa e mi sono formata all’Università di Bologna, vivo in Inghilterra dove mi occupo di disturbi del neurosviluppo (principalmente disabilità intellettive e autismo) e della salute mentale di richiedenti asilo e rifugiati. In entrambi questi ambiti analizzo l’impatto delle tecnologie nella vita quotidiana.

Il nostro approccio

Viviamo di connessioni, sia analogiche che digitali e, ormai, non possiamo farne a meno.

Ogni like lasciato o ricevuto è un modo per esprimere chi siamo, una  nostra forma narrativa, segno di connessione non solo informatico, ma anche psicologico; un modo per dire “Ehy, ti capisco, e in quello che fai rivedo anche un po’ me stesso”.

Il modo in cui usiamo internet per raccontarci e per condividere emozioni è una vera e propria forma di storytelling, non troppo diversa da un romanzo, una serie TV, una canzone.

Gli uomini hanno sempre raccontato storie in modi diversi: chi con i versi di una poesia, chi con i colori di un quadro, chi con le note di una canzone… Anche Internet offre moltissime possibilità di raccontare storie e di ascoltarle, prova del fatto che il bisogno umano di narrare è inesauribile.

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